Progetto Tempo di Welfare – Piani di Conciliazione a L’Aquila e Avezzano

L’AQUILA – Procede con grande entusiasmo l’attività delle 4 Associazioni Datoriali di Categoria, Conapi l’Aquila, Cna Avezzano, Confesercenti Abruzzo – sede di Avezzano e Confindustria dell’Aquila, facenti parte come da protocollo d’intesa, dell’avviso “Tempo di Welfare – Piani di Conciliazione Piano operativo 2017-2019 intervento n.26”. Ricordiamo che il progetto vede come capofila il Comune di Avezzano, insieme alla Comunità Montana Montagna Marsicana, rappresentata dal Commissario Gianluca De Angelis.

Partecipano al Progetto anche le diverse Associazioni di volontariato: I Girasoli, con la Presidente Benedetta Cerasani, Il Tribunale per i diritti del malato, l’Ada e l’Auser. Il compito delle Associazioni Datoriali, inizialmente è stato quello effettuare una accurata rilevazione delle condizioni delle donne lavoratrici e disoccupate presenti sul territorio di Avezzano e della Marsica.

Successivamente, coordinate dai rispettivi responsabili, Rosa Pestilli Presidente del Conapi dell’Aquila, Fabrizio Belisari Direttore di Cna Avezzano, Carlo Rossi Responsabile di Confesercenti Abruzzo per la sede di Avezzano e Riccardo Podda Presidente di Confindustria L’Aquila, si sono riunite e di comune accordo hanno stilato il profilo socio-economico, con riferimento ai sistemi di applicazione delle normative in tema di welfare aziendale.

Pertanto, a seguito e in continuità con il lavoro fin qui svolto, a partire da mercoledì 3 Aprile saranno operativi 3 sportelli di informazione presso:

  • Conapi L’Aquila sede di Avezzano, via Vidimari 8
  • Cna Avezzano, via Buozzi 31
  • Confesercenti Avezzano, via Roma 242

Gli orari di apertura saranno dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12,30. Tutto ciò sarà finalizzato alla creazione di un networking con almeno 50 aziende del territorio, che verranno formate in materia di welfare aziendale per favorire una migliore conciliazione vita-lavoro, promuovendo un’occupazione sostenibile e di qualità, incentivando la mobilità dei lavoratori e soprattutto, l’occupazione femminile.